Quello tra Washington e l’Europa è un rapporto nato negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, consolidatosi durante la guerra fredda (quando l’URSS faceva paura) che, negli anni successivi al 1991, si è progressivamente allentato al punto da metterne a rischio l’esistenza. Questa è l’analisi di Adriana Castagnoli, storica, saggista ed editorialista de Il Sole 24 Ore che nel libro ”Il lungo addio” (Ed. Laterza) focalizza la propria attenzione sul rapporto tra Washington e l’Unione Europea ed il suo progressivo sfaldamento.

Un’alleanza salda solo in apparenza in cui gli Stati Uniti hanno fatto perno sulla propria supremazia militare e commerciale per far naufragare quel progetto di Europa unita che viene avvertita più come una minaccia agli interessi economici americani che come un’opportunità di sviluppo e crescita. In tal senso, appaiono illuminanti le parole del politologo americano Kegan secondo il quale “è tempo di smettere di fingere che gli europei e gli americani condividano una visione comune del mondo, o anche che essi occupino lo stesso mondo. Su tutte le questioni che riguardano il potere americani ed europei hanno prospettive divergenti”. 

Dalla Guerra del Golfo dei primi anni Novanta all’attuale Brexit, l’autrice ripercorre i momenti più salienti del rapporto transatlantico il cui definitivo deterioramento appare sempre più ineluttabile dopo l’elezione del tycoon Trump e il progressivo rafforzamento dei rapporti commerciali dell’ Europa con la Russia di Putin e la Cina.

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