Che la democrazia rappresentativa stia attraversando un periodo di forte crisi lo si evince da molti fattori. Tra i tanti spiccano la lontananza delle istituzioni dai cittadini e la poca trasparenza nelle procedure di elaborazione e adozione delle proposte politiche per la risoluzione di importanti questioni che investono la vita quotidiana dei cittadini.

Mai come oggi la classe politica, accusata da molti di incompetenza e pressapochismo, non sembra in grado di affrontare le questioni più spinose che interessano il nostro paese e, men che meno, di ascoltare e tutelare le necessità dei cittadini destinatari delle decisioni assunte.

La partecipazione più incisiva dei cittadini nel processo di formazione della decisione politica rappresenterebbe una panacea per colmare lo iato formatosi tra la classe politica ed il resto della cittadinanza.

Le giurie cittadine nascono negli Stati Uniti, intorno agli anni 70, da un’idea di Ned Crosby con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nelle questioni politiche che interessano il loro territorio, attraverso la formulazione di una raccomandazione. Insomma, le giurie cittadine sono state ideate con l’intenzione di consentire la partecipazione della cittadinanza alla vita politica.

Lungi da noi scadere nel becero populismo volendo dare sfogo alla melensa retorica del popolo “buono e intelligente” dotato di maggiore etica e capacità della classe politica; il consiglio dei cittadini ( da adesso lo chiameremo così) , nel quale i componenti sono chiamati a deliberare su questioni inerenti il territorio e la comunità nei quali vivono e/o lavorano, non avrà un ruolo preminente rispetto alla politica;  rappresenterà più semplicemente uno strumento di ausilio per l’assunzione di una decisione che dispiegherà i propri effetti sulla popolazione.

Il modello sopra enunciato è stato adottato in diverse nazioni, tra le quali Australia, Regno Unito, Germania ed alcune regioni italiane, per supportare la classe politica nella deliberazione di provvedimenti legislativi concernenti il trasporto pubblico locale, le infrastrutture e la politica sanitaria.

COMPOSIZIONE E SELEZIONE DEI PARTECIPANTI

I partecipanti al consiglio dei cittadini, il cui numero varia da un minimo di 12 ad un massimo di 25, vengono scelti in rappresentanza della comunità territoriale nella quale la decisone politica deve dispiegare i propri effetti. La selezione dei membri del consiglio avviene attraverso la selezione casuale tra i cittadini dotati dell’elettorato attivo che, preventivamente, sono stati iscritti in un apposito registro; il sorteggio rappresenta una garanzia di imparzialità nella scelta dei componenti, al fine di evitare il coinvolgimento doloso di soggetti che potrebbero avere un conflitto di interessi.  Tuttavia, la modalità testè descritta è modificabile e/o revisionabile, onde evitare di avere consigli cittadini composti da soggetti privi delle minime competenze tecniche adeguate alla problematica di cui si dovrà discutere e deliberare.

FUNZIONAMENTO DEI CONSIGLI

Le fasi operative della giuria sono essenzialmente due: la prima è quella informativa; la seconda è quella deliberativa.

La fase informativa.

In questa fase il consiglio assume tutte le informazioni delle quali necessita al fine di poter avere una visione chiara del problema sul quale è chiamato a deliberare. A tal proposito, oltre la consegna di documentazione, i componenti del consiglio cittadino possono formulare domande e chiedere chiarimenti agli esperti. E’ chiaro che le informazioni in possesso dei componenti del consiglio potrebbero essere tante, corpose e anche contradditorie; per tale ragione al consesso cittadino potranno essere affiancati dei facilitatori in grado di guidare i consiglieri nel mare magnum delle informazioni.

La fase deliberativa

Una volta assunte le informazioni necessarie ed esaurita la discussione, il consiglio cittadino potrà emettere una raccomandazione oppure diverse raccomandazioni a seconda del loro mandato. Tale provvedimento non è assolutamente vincolante ma mira esclusivamente all’avvicinamento e collaborazione tra le istituzioni ed i cittadini, i quali sono messi nelle condizioni di poter esprimere un loro parere motivato. E’ bene notare infatti che la raccomandazione redatta dal consiglio dei cittadini si baserà sulla scorta dei documenti, delle audizioni e dalle relazioni tecniche fornite dagli esperti e pertanto la considerazione che l’autorità politica avrà della determinazione popolare sarà diversa rispetto alla proposta priva della benchè minima conoscenza tecnica dell’argomento oggetto di dibattito.

Coinvolgimento dei cittadini nelle scelte che ricadono sul territorio attraverso la composizione di un consiglio locale che coadiuvi e indirizzi la politica

Leave a Reply